WELC(H)OME CAMP – CONFIDENCE BUILDING PROJECT

WELC(h)OME CAMP – confidence building project – note introduttive

(in calce il PDF con la scheda di presentazione del progetto in italiano, inglese e russo)

A fine gennaio 2018, la psicologa Stella Brancato e il presidente di Mondo in cammino, Massimo Bonfatti, si sono recati nel Caucaso del nord per incontrare i tre ragazzi, futuri tutor del campo interetnico ed interreligioso da realizzare nell’agosto successivo.

Sull’aereo di ritorno il 03 febbraio, ripassando l’esperienza appena vissuta,  si sono confrontati, convincendosi che anche il titolo del progetto dovesse essere in sintonia con gli intenti. Con i ragazzi avevano riflettuto sul fatto di come tutte le parole richiamino il loro opposto e di come mettano l’accento su aspetti specifici.

Perché parlare di pace quando non si è in guerra (effettiva)? Perché parlare di amicizia, quando non si è obbligati ad essere amici? Perché parlare di progetto interreligioso ed interetnico se (formalmente!!) non si ha niente contro l’altra etnia e l’altra appartenenza religiosa?

Stella e Massimo si stavano sempre di più convincendo di quanto la denominazione del progetto fosse importante e di come potesse influire sul suo esito. Era necessario, pertanto,  abbandonare quella precedente, ovvero: “La pace svetta” e cercare qualcosa di maggiormente unificante senza offendere le coscienze e le sensibilità coinvolte.

Ma a cosa pensare senza banalizzare il senso del progetto? Mentre la catena montagnosa del Caucaso, dapprima, e, la Russia, successivamente, si sfilavano dagli oblò, è cominciato un fitto brainstorming di parole: questa sì! questa no!

Man mano, nel gioco di parole e nelle loro teste, si evidenziava e affermava l’espressione “conoscenza reciproca”, senza altri orpelli attorno. E, continuando i ragionamenti in merito, Stella e Massimo si soffermarono sulla quotidianità e sulla consuetudine della manifestazione della reciproca conoscenza fra le persone che si incontrano, non solo per una prima volta, ma anche per le volte successive; e non solo fra  conoscenti, ma anche fra estranei.  Semplice:  essa si esprime con un saluto e  con l’offerta di benvenuto da parte di chi accoglie: “Welcome!”.

Nel caso specifico, i ragazzi  – inclusi nel progetto – non saranno  i portatori del benvenuto, ma esso sarà rappresentato dall’ “inaugurazione” del campo estivo, la casa comune in cui essi vivranno assieme per circa 2 settimane cercando di approfondire la conoscenza reciproca, partendo dalla convivialità e dalla comunanza delle semplici e abituali azioni quotidiane. Non la “house” come struttura fisica, ma la “home”, come luogo dei sentimenti di una famiglia e, quindi, di un gruppo, come quello che essi stessi sapranno costruire.

Quindi: Welcome+home+la confidenza che nasce dalla conoscenza e la sua costruzione: WELC(h)OME CAMP – Confidence building project. Un titolo in inglese per rappresentare l’internazionalità del progetto  ed esprimerne, con parole comprensibili ai più, il senso profondo.

Questo è il significato dell’esperienza in progress che per 3 estati successive, a cominciare dall’agosto 2018,  unirà in un campo estivo, in Karachaevo Cherkassia, ragazzi osseti, ingusci e ceceni.


Per capire bene come si è arrivati a “WELC(h)OME CAMP – confidence building project”, è necessario consultare cronologicamente questi due passaggi:

1) La formulazione del progetto originario, denominato “La pace svetta” che rimane valido per le finalità generali, l’impostazione delle tappe evolutive e per numero di ragazzi  coinvolti + la prima esperienza pilota realizzata

2) la ripartenza del progetto nel luglio 2017

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