Campagna “TUTTI FIGLI DI NOE'”
Iniziativa a sostegno: “IL CAUCASO IN PROVINCIA DI…”

E’ una iniziativa di “Mondo in cammino” proposta ed accolta da Fabrizio Finocchi, presidente del Consiglio Provinciale di Vercelli e da questi estesa a tutte le 108 province italiane. Per illustrare l’iniziativa viene di seguito riportata la lettera inviata ai Presidenti dei Consigli Provinciali a metà gennaio 2007.

TESTO INIZIATIVA:

Vercelli, 15 Gennaio 2007

Ai Presidenti di Consiglio Provinciale
Loro Sedi

Caro Collega,
nell’Europa di oggi, in cui i nostri singoli destini regionali diventano comuni ed in cui le scelte politiche, l’economia e la cultura determinano un futuro di reciproca dipendenza, esiste un angolo non ancora pacificato: il Caucaso del Nord.
La guerra in Cecenia e la strage di Beslan sono gli avvenimenti emergenti di un conflitto che dura da anni, ma tutta l’area che va dalla Kabardino Balkaria al Daghestan è in preda ad una fibrillazione che potrà avere serie ripercussioni sul resto del Continente.
Nel Caucaso e più precisamente nelle repubbliche dell’Ossezia del Nord, dell’Inguscezia e della Cecenia, sta portando avanti la propria azione di “peace maker” l’organizzazione italiana di volontariato per la solidarietà“Mondo in cammino” ( di seguito MIC, www.mondoincammino.org) attraverso l’uso delle strategie di “confidence building”.
L’Associazione che ha sede a Vercelli negli ultimi due anni ha invitato in Italia oltre 100 ragazzi che furono ostaggi dell’ex scuola N° 1 di Beslan e realizzato uno dei più importanti convegni sull’attualità del Caucaso (clicca qui; &clicca qui).
Nel mese di Dicembre 2006 si è svolta una missione di MIC allo scopo di rafforzare la propria azione rivolta alla pacificazione interreligiosa ed interetnica; missione a cui ho partecipato ufficialmente.
Ho avuto modo di vedere realtà non conosciute in Europa, dove sono avvenuti recenti, rapidi e sanguinosi conflitti, mai scritti su alcuna pagina di storia e dove esistono aree di grave ed evidente tensione esacerbatasi dopo l’attentato terroristico di Beslan.
Una di queste zone, sconosciute, è il distretto di Prigorodni a cavallo fra l’Ossezia del Nord e l’Inguscezia, conteso dalle rispettive etnie, di tradizione e religione mista
Durante la mia missione ho avuto modo di incontrare il Comitato delle madri di Beslan e visitare la ex Scuola N° 1 ed il cimitero in cui sono sepolte le 333 vittime dell’attentato terroristico (fra cui 186 bambini)
Ho inoltre incontrato ministri ed autorità locali di diversa etnia e visitato i campi profughi ingusci ed osseti in Alania e i campi profughi ceceni in Inguscezia
Toccante la visita al distretto di Prigorodni dove ho incontrato le ONG locali, fra cui Memorial, associazione che è la vera memoria della guerra in Cecenia.
Ho potuto verificare l’inserimento locale di MIC e di apprezzarne la visibilità, la credibilità e la concretezza a vari livelli (istituzionale, associativo, ecc.).
Durante la missione si è svolto un incontro a Vladikavkaz, in Ossezia del Nord, preceduto da mesi di preparazione, di alcuni giovani rappresentanti delle tre etnie in conflitto: ingusci, osseti e ceceni, gli ultimi provenienti da Grozny.
La riunione che ha avuto luogo il 7 dicembre u.s. e a cui hanno partecipato ragazzi di ambo i sessi e di età compresa fra i 17 e i 20 anni, è stata unica nel suo genere ed ha un notevole valore culturale e pratico perché è stata la prima dopo i tragici eventi di Beslan e le accuse reciproche seguite al dramma.
In seguito all’incontro è stato deciso di dare vita e di finanziare, a partire dai primi mesi del 2007, un giornale interetnico che vedrà gli stessi ragazzi in veste di giornalisti e redattori.
Ho partecipato ad un incontro con le autorità amministrative del distretto di Prigorodni, zona contesa in cui convivono, separati in casa e con quotidiane rappresaglie, due etnie: quella musulmana inguscia e quella cristiana osseta.
Si è deciso di dare avvio ad un ambizioso progetto e primo nel suo genere a livello mondiale: l’accoglienza interetnica nell’estate 2007 di ragazzi della quarta classe (11-13 anni) delle scuole dei villaggi di tale distretto.
Durante l’incontro con le madri di Beslan e con gli attivisti di Memorial a Nazran (Inguscezia) si sono stabiliti i presupposti per un convegno da tenere nella prossima primavera a Vercelli ed esportabile ad altre realtà, intitolato “Donne ferite, donne di pace”.
All’incontro parteciperanno madri di diversa etnia e religione che hanno perso i propri figli in seguito ai conflitti pregressi e in corso o in seguito ad attentati terroristici: una madre osseta, una madre inguscia, una madre cecena ed una madre dei soldati russi inviati a combattere sul fronte ceceno.
L’esperienza ha fatto emergere la possibilità di compiere una serie di piccole azioni che tolgano quest’area dall’isolamento in cui è piombata.
Tra queste la possibilità di futuro gemellaggio fra la Provincia di Vercelli e la Provincia del Pravoberezny in cui si trova Beslan e l’opportunità di promuoverne nuovi con diverse realtà italiane ed altre zone del Caucaso del Nord.
Il progetto di realizzare una “Fabbrica della pace” a Beslan oppure interventi di microcredito in ambito imprenditoriale in Cecenia ed Inguscezia a favore dei profughi residenti in queste regioni; scambi a livello scolastico ed universitario, progetti di formazione lavorativa.
Tutte queste opportunità mi inducono a condividere l’azione di MIC e ad augurarmi la collaborazione dell’Associazione con altre realtà istituzionali.

Due sono i ragionamenti emersi dopo l’esperienza della missione:

  • ogni conflitto è unico nel suo genere e ogni processo di pace e di riconciliazione pone un ampio ventaglio di sfide. La dimensione delle aree coinvolte è talmente ridotta da coincidere con la dimensione delle nostre Province più che con quelle di una nazione. Per tali ragioni diventa importante il ruolo di un intermediario che, partendo dalle sue risorse e disponibilità, possa e voglia cercare di affrontare questa complessa situazione promuovendo il dialogo fra le parti in conflitto con azioni semplici, al di fuori dei grandi tavoli di trattativa o dalla politica internazionale. La mia esperienza mi fa credere che le Province, pur in maniera minima, possano assurgere ed assumersi questo ruolo puntando su due fattori importanti: l’extraterritorialità e la propria forza di interposizione non schierata a favore di nessuna parte in gioco, ma solo a favore di processi di pacificazione interculturale, interetnica ed interreligiosa. Le iniziative proposte da MIC possono e vogliono essere un tentativo per giocare questo ruolo, per provare a tracciare delle linee e per essere eventuale punto di riferimento per il futuro. Per questo motivo mi è doveroso estendere queste proposte ad altre realtà istituzionali, come quelle in indirizzo, per potenziarne la riuscita, gli effetti e le ricadute non solo localmente, ma anche a livello europeo.

  • L’Italia fa parte di quella Europa che comprende le zone dimenticate del Caucaso del Nord. Ne consegue la consapevolezza locale (istituzionale e civica) di condividere gli stessi destini e di poter essere fautori di reali e comuni cambiamenti.

Per tali ragioni, in accordo con MIC, all’interno della campagna 2007 denominata “Tutti figli di Noè” ho deciso di scrivervi, per proporvi di valutare l’iniziativa intitolata “Il Caucaso in Provincia di….”
Tale iniziativa prevede il sostegno o la collaborazione alle iniziative sopra descritte sulla base di modalità sinergiche o singole di attuazione.
Mi auguro di aver suscitato il vostro interesse.
Resto a disposizione per ogni ulteriore e necessaria informazione, sia in funzione diretta che da tramite con l’organizzazione di volontariato “Mondo in cammino”.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Fabrizio FINOCCHI

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