GEOGRAFIA

Regione naturale dell’Asia sudoccidentale già parte dell’ex Unione Sovietica , situata nella zona pontica tra il Mar Nero e il Mar Caspio, limitata a N dalla depressione dei fiumi Manyč e Kuma ed estesa a S sino al confine con la Turchia e l’Iran in gran parte segnato dal corso del fiume Araks. Comprende due distinte sezioni, separate dall’imponente catena del Grande Caucaso: la Ciscaucasia a N e la Transcaucasia a S. La Ciscaucasia (russo Predkavkasje), in gran parte costituita da una fertile pianura comprendente la Steppa di Nogaj a E e la piana del fiume Kuban a W, è la regione economicamente più importante, di recente valorizzazione agricola (frumento, girasole, tabacco, cotone) e industriale, grazie alla presenza di cospicue risorse minerarie (piombo, zinco, il molibdeno e il tungsteno di Tyrnyauz, ma soprattutto il petrolio e il gas naturale di Grozny, Majkop, Stavropol e Krasnodar), che hanno favorito lo sviluppo industriale di queste città. La Transcaucasia (russo Sakavkasje) è una regione morfologicamente complessa, per lo più montuosa, in quanto include interamente il sistema del PiccoloCaucaso; le uniche zone pianeggianti corrispondono sul Mar Nero alla Colchide, formata dal basso corso del fiume Rioni, e verso il Mar Caspio alla più ampia valle del Kura e del suo affluente Araks. Sulle coltivazioni subtropicali (tè, agrumi, vite, riso) ma ancor più sullo sfruttamento minerario (petrolio e gas naturale a Baku, manganese a Čiatura, rame ad Alaverdi, ferro a Daškesan, piombo e zinco) si basa l’economia della Transcaucasia che, mediante un poderoso sviluppo dei settori industriale ed energetico, ha saputo attuare una radicale trasformazione delle proprie strutture sociali ed economiche. § La regione della Caucasia rappresenta una delle più complesse zone etniche del mondo; ciò ne spiega anche l’estrema frammentazione politica e amministrativa. La Ciscaucasia, infatti, pur rientrando nell’ambito della Repubblica Russa, è ripartita, in corrispondenza del Caucaso, nelle Repubbliche autonome di Cabardino-Balcaria, dell’Ossezia Settentrionale, della Cecenia, dell’Inguscezia e del Dagestan e nelle Province autonome dell’Adigezia e di Karačajevo-Čerkessia. La Transcaucasia, invece, è suddivisa, dal 1936, nelle Repubbliche dell’Armenia, dell’Azerbaigian (con le Repubbliche autonome del Nahičevan e di Nagorno-Karabah) e della Georgia (con le Repubbliche autonome dell’Abhasia e dell’Adžaristan e la Provincia autonoma dell’Ossezia Meridionale); tutte appartenenti all’U.R.S.S. fino al 1991 e oggi indipendenti. In russo, Kavkasje.

OROGRAFIA

Il Caucaso è un sistema montuoso dell’Asia occidentale che si allunga nei territori della Georgia e dell’Azerbaigian, con direzione WNW-ESE tra il Mar Nero e il Mar Caspio, limitato dalle valli dei fiumi Kuban e Terek a N e Araks (Aras) a S; secondo alcuni autori il Caucaso segnerebbe il confine tra l’Europa a N e l’Asia a S, confine che però viene solitamente posto lungo la depressione del Manyč-basso Kuma.Il sistema, la cui formazione è legata all’orogenesi alpina, è costituito da due catene, il Grande Caucaso (in russo, Bolšoj Kavkaz) e il Piccolo Caucaso (Maly Kavkaz), separate dalla depressione percorsa, in direzioni opposte, dai fiumi Rioni e Kura.

Il Grande Caucaso è una delle più imponenti catene della Terra: si allunga per 1150 km (la larghezza massima è invece di soli 190 km) attraverso l’istmo pontico dalla penisola di Taman (Mar Nero) alla penisola di Apšeron, sul Mar Caspio; è una grande anticlinale, nella cui zona assiale l’erosione ha messo a nudo un nucleo di gneiss e scisti cristallini precambriani con intrusioni granitiche, fiancheggiato da scisti paleozoici fratturati e da calcari mesozoici. Il vulcanesimo, che accompagnò la nascita della catena, è testimoniato dalla presenza di edifici vulcanici costituenti le sommità più elevate, tra cui l’Elbrus (5642 m), la massima elevazione caucasica, e il Kazbek (5033 m), oggi estinti, dalla presenza di sorgenti termali e dalla persistenza di una certa mobilità sismica. I ghiacciai sono molto estesi, specialmente nelle sezioni centrale e occidentale della catena, e coprono una superficie di ca. 2000 km2; se ne contano ca. 1400, di cui il più esteso è il Karaugom, lungo 14 km e con una superficie di 35 km2. Il limite delle nevi permanenti è più basso sul versante settentrionale, dove si trova a ca. 2000 m s.m. Dato l’imponente sviluppo, la catena è generalmente suddivisa in: Caucaso Occidentale (o Alpi Pontico-Abhasiche), che si sviluppa parallelamentealla costa del Mar Nero dalla penisola di Taman (dove inizia con una serie di rilievi collinari) fino all’Elbrus, culminando a 4046 m s.m. nel monte Dombaj-Ulgen; Caucaso Centrale, dall’Elbrus al Kazbek, dove la catena forma un imponente bastione che supera in più punti i 5000 m s.m. (5642 m nel citato Elbrus, 5203 m nel monte Dyhtau, 5033 m nel citato Kazbek), ma è relativamente meno compatta che non nelle sezioni laterali, in quanto qui presenta la minima larghezza ed è solcata da alcuni valichi, tra cui di particolare importanza quello di Mamison (2829 m) tra le valli dei fiumi Rioni e Ardon, superato dalla Strada Militare dell’Ossezia, e il passo della Croce, o Krestovy (2384 m), nella valle del Terek, percorso dalla Strada Militare della Georgia. Una terza arteria stradale, la Strada Militare Suhumi-Čerkessk, supera la catena al passo di Kluhor (2781 m), tra le valli del Kodori e del Kuban. Infine, man mano digradante al Mar Caspio, ma nuovamente assai compatta è la sezione del Caucaso Orientale, che supera con alcune cime i 4000 m s.m. (monte Tebulosmta, 4492 m; monte Bazardjuzju, 4466 m). Il Grande Caucaso rappresenta un nodo idrografico di grande rilievo; tra i maggiori fiumi che nascono dal versante settentrionale vi sono il Kuban, il Kuma, il Terek e il Sulak, da quello meridionale il Rioni e gli affluenti di sinistra del Kura. Oltre che morfologica, la catena costituisce un’autentica barriera climatica; il settore settentrionale è caratterizzato da un rigido clima continentale, con forti escursioni termiche e scarse precipitazioni, quello meridionale da un clima più mite con estati calde e abbondanti precipitazioni, la cui quantità diminuisce procedendo da W verso E, rarefacendosi in prossimità della costa caspica. Strettamente legata al clima è la vegetazione: alle foreste fitte e rigogliose del settore occidentale, dove il clima è umidissimo, succedono nel settore centrale zone forestali alternate con praterie e steppe, mentre più a E la vegetazione si fa povera e rada per l’accentuarsi dell’aridità del clima. Principali risorse minerarie sono i giacimenti di piombo e zinco dell’alto bacino del fiume Kuban, quelli di carbone di Tkvarčeli e Tkibuli, di manganese di Čiatura e quelli di idrocarburi della penisola di Apšeron.

Collegato al Grande Caucaso dai monti Surami è il Piccolo Caucaso, meno unitario ed elevato del precedente. Costituito nella sua sezione nordoccidentale da rocce cretacee e cenozoiche e in quella sudorientale da rocce giurassiche e cretacee, è formato da due principali sistemi montuosi: a NW i rilievi della Georgia meridionale, comprendenti alcune catene minori tra cui quelle di Adžaro-Imeretin e di Trialet, e a SE l’altopiano vulcanico dell’Armenia sovietica, culminante a 4090 m s.m. nel vulcano estinto dell’Aragac (secondo alcuni autori il Piccolo Caucaso sarebbe limitato al solo margine settentrionale dell’Acrocoro Armeno). È caratterizzato da numerose fratture tettoniche, che costituiscono vie di transito piuttosto agevoli; ricco di sorgenti termominerali (Boržomi), contiene giacimenti di rame (Alaverdi) e ferro (Daškesan). A 1900 m s.m. si trova il lago Sevan, eccellente sorgente di energia idroelettrica. In russo, Kavkaz.

STORIA

Nota fin dal sec. VII a. C. per la colonizzazione dei Milesi, che vi fecero fiorire i centri di Dioscuriade, Fasi e Pityus, la Caucasia si presentava suddivisa in tre regni indipendenti: la Colchide a ovest, l’Iberia al centro e l’Albania a sud-est. L’espansione romana in Oriente assorbì la parte meridionale della regione, mentre il territorio restante fu dominio dei Parti e poi dei Sassanidi. All’inizio dell’era cristiana la storia della regione segue un diverso sviluppo a nord (Ciscaucasia) e a sud (Transcaucasia). La Ciscaucasia fu occupata da Alani e Unni; nel sec. VII vi cercarono insediamenti i Chazari, seguiti nel X da popolazioni russe, che si stanziarono fra il Volga e il Don. Fra il sec. XIII e il XVI vi spadroneggiarono i khan, tartari dell’Orda d’Oro. Alla metà del sec. XVI i Russi occuparono la Ciscaucasia sino al Terek; nel XVIII Pietro il Grande e l’imperatrice Anna la fortificarono contro i Persiani e le popolazioni montanare, trasferendovi dei Cosacchi; ma solo all’inizio del XIX la regione fu solidamente in mano ai Russi.

La Transcaucasia vide fiorire sin dal sec. IV un cristianesimo vivace e combattivo che si radicò in Georgia e in Armenia. L’Armenia nel sec. VI tenne per i monofisiti, la Georgia per gli ortodossi: la prima fu assoggettata dai Bizantini, la seconda dai Sassanidi. Nel sec. VII la Caucasia del sud subì l’invasione araba e godette di un lungo periodo di prosperità per lo sviluppo del commercio. Nel sec. XI Armenia e Georgia furono attaccate dai Selgiuchidi; ma già alla fine del secolo la Georgia si assicurava il predominio sulla regione, durato sino all’invasione dei Mongoli (1240). Sino alla fine del sec. XIV la Transcaucasia fu soggetta alla Persia mongolica; poi Tamerlano la incorporò al suo impero. Turcomanni e Persiani cercarono successivamente d’impadronirsene; la Georgia, sin dal sec. XVI, si orientò verso un’alleanza russa, ma ottenne un consistente aiuto dagli zar solo alla fine del sec. XVIII.

Nel XIX la Russia lottò a lungo per occupare tutta la regione, respingendo facilmente Turchi e Persiani, ma trovando accanita resistenza nelle popolazioni montanare, sottomesse solo nel 1864. Una Repubblica Socialista Sovietica Caucasica fu costituita nel 1922 e durò sino al 1936. Nel secondo semestre del 1942 i Tedeschi penetrarono profondamente nella Caucasia per impossessarsi dei campi petroliferi; ma nel gennaio 1943 furono costretti a una rapida ritirata su Rostov. Nel dopoguerra il regime sovietico riuscì a tenere a freno le spinte indipendentistiche delle popolazioni caucasiche.

Ma dopo lo scioglimento dell’U.R.S.S., le diversità etniche, culturali e religiose provocarono conflitti nella regione. In seguito alla proclamazione d’indipendenza da parte della Georgia, dell’Armenia e dell’Azerbaigian (1991), altre repubbliche rivendicarono autonomia dalla neonata Federazione Russa, prima fra tutte la Cecenia che entrava in guerra contro Mosca. Alla fine degli anni Novanta altri conflitti insanguinavano la regione: in Abhasia per l’indipendenza dalla Georgia, in Ossezia Meridionale, in Inguscezia e in Nagorno-Karabakh.