Il Viaggio, il Progetto Kavkas – Presentazione

Dopo la Missione a Beslan (21-30 marzo 2005)

La delegazione che si è recata a Beslan era composta da Chiara Ceolin (“Psicologi per i popoli”), Giampaolo Viola (“Un ponte sulle risaie”) e Massimo Bonfatti (“Progetto Humus”). Gli scopi della missione sono stati quelli di definire la campagna di accoglienza dei bambini di Beslan; verificare la necessità di interventi in campo sanitario e chirurgico/plastico per le vittime dell’attentato; verificare i programmi di intervento in campo psicologico realizzati e gli eventuali bisogni (a Vladikavkaz, capitale dell’Ossezia del nord, oltre alle èquipes psicologiche provenienti da Mosca, l’Unicef ha provveduto alla formazione di 59 psicologi, 78 insegnanti e 43 assistenti sociali ed ha avviato un progetto di assistenza psicosociale rivolto a 7.000 tra adulti e bambini traumatizzati.


Una scena nei giorni di Settembre 2004

Durante la missione in seguito agli incontri realizzati (Comitato degli insegnanti, presidenza provincia a Beslan, UNCHR e Soviet delle donne a Vladikavkaz, ONG Memorial a Nasran-Inguscezia, Centro socio psicologico per la riabilitazione “La nostra vita” a Mosca) si è man mano definita la necessità di dare vita ad un progetto più ampio. Questo progetto si è deciso di chiamarlo “PROGETTO KAVKAS”. La campagna di accoglienza, prevista per l’anno in corso, avrà lo scopo di stabilire la capacità organizzativa locale e, quindi, la futura possibilità di rendere attuale il progetto Kavkas.Gli sviluppi e le linee di indirizzo previsti per il progetto Kavkas sono:

  • accoglienza multietnica di ragazzi provenienti dalle varie regioni del Caucaso con lo scopo di realizzare momenti di cultura di convivenza pacifica, fasi di sensibilizzazione sulle tematiche del Caucaso e propedeutiche ad interventi in loco
  • microprogetti locali che, insistendo sulle motivazioni e sulla esigenza di realizzare momenti di confronto multiculturali ed interetnici, possa incidere sul livello della qualità di vita in varie regioni del Caucaso
  • sviluppo della cultura della pace e della convivenza pacifica tramite azioni mirate a soggetti specifici, quali scuole, studenti, uffici, ecc.

Vedi l’InformaHumus n°35 e Il “Comunicato Stampa”.

Il Progetto d’Accoglienza

L’accoglienza a favore dei bambini di Beslan, nata inizialmente all’interno e sulla spinta di in un ampio progetto denominato “Ricostruire la speranza”, a cui aveva aderito il progetto Humus, si è progressivamente arricchita di nuovi stimoli e di nuova consapevolezza fino a diventare parte, come già accennato, di un più ampio progetto denominato “Progetto Kavkas”.
L’accoglienza dei bambini è quindi un aspetto di questa progettualità d’insieme, che vuole intervenire con maggiore consapevolezza e più ad ampio raggio a favore delle popolazioni del Caucaso.
[CONTINUA NE “L’ACCOGLIENZA”]